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giovedì 2 luglio 2009

Chouffe da 33cl

Con l'incorporamento della Achouffe, la DuvelMoortgat ha messo in commercio un nuovo formato da 33cl delle Chouffe. Già in Italia in qualche supermercato sono presenti e a prezzi davvero concorrenziali.


La bottiglia è nello stile delle birre da 33cl della Duvel, la novità (vista nei supermercati Delhaize belgi) è che la confezione è chiusa completamente dal cartone..questa accortezza per non far filtrare luce e per cercare di mantenere inalterato il prodotto..speriamo che nei supermercati abbiano un occhio anche alle temperature di conservazione...

Altra novità dalla DuvelMoortgat è il lancio della Houblon Chouffe Dobbelen IPA Triple destinata finalmente (sembra) al mercato europeo. La descrizione commerciale: "Un singolare matrimonio tra la tradizione inglese delle IPAS, la nuova rivoluzione americana delleImperial IPAS ed il classico modo di produrre belga. La Chouffe Houblon, anche se molto luppolata, mostra un equilibrio tra una forte IPA ed una speciale Tripel. creata - IBU: 59, Original Gravity: 1092 Alc. 9% vol.

martedì 6 maggio 2008

La Chouffe



L’acqua della sorgente Cedrogne, luppolo Styrian e Saaz malto Pilsener, zucchero cristallizzato bianco e coriandolo: in più gli Chouffe che la “mestano” … fanno di questa golden ale ormai un must della produzione artigianale belga, esportata e pluripremiata in tutto il mondo. Ricca, quasi lussureggiante, sia negli aromi che nel sapore, in continua evoluzione, più che adatta ad assaggi distanti nel tempo. Il colore è dorato, leggermente velato per la non filtrazione, la schiuma è abbondante, a grosse bolle, moderatamente persistente. L’aroma è ricco di frutta bianca (pesca, pera, banana), melone, un lievito non invasivo e crosta di pane. Il corpo asseconda l’olfatto: rotonda, ricca e variegata, con la frutta, il malto e lo speziato che avvolgono il leggero amarognolo astringente del luppolo. Moderatamente frizzante, metabolizza bene la componente alcolica, mai in evidenza eccessiva, con un finale speziato che si fa notevolmente apprezzare per ricchezza e vivacità. Bisogna sempre averne almeno una bottiglia in cantina … Alc. 8% vol ©Alberto Laschi


Una delle prime etichette de La Chouffe

Mc Chouffe



Miele, malto e spezie: in questa scotch ale della Ardenne la fanno da padroni, contribuendo a darle personalità e carattere sicuramente riconoscibili. Una birra color rosso vivo, al limite del sanguigno, con un bel cappello di schiuma abbondante ma non molto persistente. Al naso emergono subito i sentori legnosi, vanigliati e lattici di questa scotch, irrobustiti dal miele (aggiunto durante la fermentazione) e variegati da sentori molto speziati di bacche ed erbe medicinali. Il gusto è ricco, in piena evoluzione: esordisce con una marcata astringenza, per poi evolversi nel dolce caramellato dello zucchero candito, in note dolciastre di frutta secca e frutti di bosco, in una generale sensazione di “legnosità”. Morbida, calda e avvolgente, ha un finale robusto e caramellato, con un tocco di “medicinale” nel finale. Per le lunghe serate invernali. Alc. 8% vol ©Alberto Laschi



La prima etichetta della Mc Chouffe


lunedì 14 aprile 2008

Chouffe Royale

Assaggiata alla spina presso la taverna della brasserie: birra molto strana, parte da una base robusta di birra bionda alla quale sembra essere aggiunto uno sciroppo di frutta, che la rende quasi rosata all’aspetto. Ha schiuma quasi assente, scarsa frizzantezza, aroma improntato a questo odore gommoso di frutta rossa matura e sciroppo. Corpo robusto, con il palato saturato dalle note fruttate e sciroppose dell’insieme. Quasi stucchevole il finale. Alc. 8,5% vol ©Alberto Laschi

Taverna del birrificio (ottima cucina con birra):

Brasserie
Rue du Village, 32 (dietro il birrificio)
6666 Achouffe

N’ice Chouffe 2004




Di questa birra ne vengono prodotte solo 360 hl. l’anno. E’ la birra di Natale. Di colore mogano con riflessi ambrati al naso colpisce per i suoi intensi profumi, dai forti sentori speziati, di cola, di china e liquirizia che si accompagnano, quasi in contraddizione, a freschissime note agrumate. In bocca ha impatto meno deciso, è di corpo snello, ricca di note amarognole con una forte componente alcolica mitigata però dal tostato del malto che domina il gusto, anche nel finale.

mercoledì 19 dicembre 2007

N’ice Chouffe 2007




Il cambiamento di proprietà non ha di certo interferito con la qualità della N’Ice: signorile era e signorile, per fortuna, è rimasta. Gran bella birra, solida, ben costruita, di grande bevibilità, semplice (alla fine) pur nella sua ricchezza. Robusta e asciutta nello stesso tempo, speziata nell’aroma (sempre molto ricco e piccante) e articolata al palato, con malto, zucchero candito e liquirizia a sorvegliare la postazione, via via “infiltrata” dalle note di lievito e di spezia, con un finale che più la birra si “riscalda” e respira nel bicchiere e più diventa avvolgente e caldo. L’amarino della liquirizia è là in fondo, a fine corsa, a darle il carattere definitivo, lasciando nel palato un vero e proprio imprinting. Alc.10% vol. ©Alberto Laschi


N’ice Chouffe 2006




Bella produzione natalizia della fabbrica degli chouffe, un prodotto di cui andare sicuramente orgogliosi. Bel colore mogano, solido e ben riuscito, con variazioni di tonalità tendenti all’ambra, dalla schiuma biancastra cremosa e persistente. Aroma corposo, direttamente proporzionale alla consistenza generale: malto, zucchero caramellato, e poi l’esplosione delle spezie, dal vegetale della china allo spezialto della liquirizia, con incursioni nel “versante”fruttato (uva, prugna, frutta rossa matura). Il corpo è più snello di quanto uno si possa aspettare: robusto ma non eccessivo, si fa bere all’inizio con molta facilità, per poi “irrobustirsi” sul finale. E anche qui siamo nel settore “lusso”: tanta roba, un luppolo leggero, omogenea nell’insieme. Il malto torrefatto, la robustezza dell’alcool, un che di agrumato e tanta spezia (cannella, pepe, chiodi di garofano), con frutta secca nel finale. Il tutto senza sbalzi gustativi e con un finale signorile. Alc. 10% vol. ©Alberto Laschi

lunedì 5 novembre 2007

Chouffe Houblon



Birra prodotta esclusivamente per l’esportazione in USA, una triple belga luppolata come una IPA (Indian Pale Ale), tipologia di birra molto in “voga” adesso negli States, mentre sta subendo un discreto declino nella loro terra d’origine, la Gran Bretagna. Le birre IPA nacquero come una "astuzia commerciale: le navi inglese che tornavano dalle Indie cariche di merci, nel viaggio di andata erano semivuote: si pensò di ovviare a questo “difetto” spedendo fusti di birra nelle Colonie. Per sopportare un viaggio di così lunga durata la birra doveva essere piuttosto forte, e soprattutto estremamente luppolata: cosi' al tempo stesso nacque un nuovo stile di birra, che come altra caratteristica aveva un colore decisamente piu' chiaro rispetto alle altre ale del tempo. All’inizio questa tipologia di birra venne prodotta quasi esclusivamente da una piccola birreria londinese (la Hogdson) posta strategicamente vicina ai Docks della capitale; solo successivamente le grandi birrerie di Burton on Trent (Alsopp e Bass) entrarono prepotentemente in questo ricco settore di mercato, e con le loro avanzate conoscenze tecniche e la loro “acqua dura” ne conquistarono la supremazia. Le IPA americane attuali però dovrebbero essere più correttamente definite APA (American Pale Ale), e sono meno dolci di malto rispetto alle colleghe britanniche, con una maggiore spinta di luppolo e un finale secco e stimolante. Quelle più strabilianti sono prodotte dalla Dogfish Head Craft Brewery, dal mastro birraio Sam Calagione, di chiare origini italiane.

Birra non filtrata, non pastorizzata, rifermentata in bottiglia, per la quale sono stati impiegati luppoli Tomahawk (immesso nella bollitura per conferire l’amarezza di fondo), Saaz (delicato e piccante, per l’aroma) e Amarillo (floreale e agrumato). Colore giallo paglierino, leggermente opalescente, ha schiuma enorme e cremosa, densa e lungamente persistente, che lascia i famosi merletti sul bordo del bicchiere. Ha un sorprendente aroma floreale, ricco e complesso, che ricorda fiori bianchi maturi, molto dell’agrumato e una punta di citrico, rustico, nel finale. Il corpo è abbastanza snello, nasconde molto bene i 9° ABV (il doppio, o quasi, della gradazione di una normale IPA), e non può essere che massivamente amaro, secco e asciutto, ma anche di sorprendente bevibilità. Per compensare la mancanza dell’effetto “speciale” prodotto esclusivamente della famosa “acqua di Burton” sono stati aggiunti nell’acqua di fermentazione sali minerali specifici, quale il solfato di calcio, che hanno conferito a questa birra il 50% di amaro rispetto alla Orval, considerate una fra le birre più “amare” del panorama birrario belga.. La sensazione finale comunque è di una birra sorprendentemente equilibrata, decisamente asciutta, rinfrescante e ripulente, che soddisfa il naso e il palato. Una bella scommessa, vinta. Alc. 9% vol. Degustata in Bottiglia, Ottobre 2006. © A.Laschi

I.P.A. o A.P.A. Belghe?

Delle triple belghe luppolate come una IPA (Indian Pale Ale), tipologia di birra molto in “voga” adesso negli States, mentre sta subendo un discreto declino nella loro terra d’origine, la Gran Bretagna. Le birre IPA nacquero come una "astuzia” commerciale: le navi inglese che tornavano dalle Indie cariche di merci, nel viaggio di andata partivano con le stive semivuote: si pensò di ovviare a questo “difetto” spedendo fusti di birra nelle Colonie. Per sopportare un viaggio così lungo la birra doveva essere piuttosto forte, e soprattutto estremamente luppolata: nasce cosi' un nuovo stile birraio, l’IPA. All’inizio questa tipologia venne prodotta quasi esclusivamente da una piccola birreria londinese (la Hogdson) posta strategicamente vicina ai Docks della capitale; solo successivamente le grandi birrerie di Burton on Trent (Alsopp e Bass) entrarono prepotentemente in questo ricco settore di mercato, e con le loro avanzate conoscenze tecniche e la loro “acqua dura” ne conquistarono la supremazia.
Le IPA americane attuali però dovrebbero essere più correttamente definite APA (American Pale Ale), e sono meno dolci di malto rispetto alle colleghe britanniche, con una maggiore spinta di luppolo e un finale molto secco e asciutto. Quelle più particolari sono prodotte dalla Dogfish Head Craft Brewery, dal mastro birraio Sam Calagione, di chiare origini italiane.
Sia la De Leyerth, che la Achouffe si sono “gettate” in questo segmento di mercato, dando vita a birre estremamente caratterizzate, seppur con risultati diversi (la Houblon della Chouffe è molto più fantasiosa della Urthel Hop It, più monocorde). E’ interessante chiudere il cerchio con la Duvel Triple Hop, della Moortgat, nella sua veste anche di nuova proprietaria della Achouffe, chiamata quindi a fare un prodotto non sovrapponibile. In questa gara a tre la Chouffe Houboln ne esce nettamente vincitrice, in un segmento produttivo però, a mio parere, eccessivamente caratterizzato e pericolosamente specifico. Come diceva il buon Schigi nel numero di Agosto di fermentobirra, la moda produttiva attuale rischia di snaturare e appiattire la ricerca produttiva, dando vita a birre che “sono facili da fare, in quanto la ricerca degli equilibri gustativi e delle sottili aromaticità che spesso fanno la grandezza di un birraio sono scavalcate da valori aritmetici di amaro e intensità olfattiva”. Sono facili, ma durano poco. Come tutte le mode, anche questa passerà (per fortuna). © Alberto Laschi

mercoledì 22 agosto 2007

La Vieille Salme (Ed. 2001)




Prodotta per il ristorante Detrembleur, Grand Halleux.

Bell’esempio di strong ale belga, molto vicina ad una triple classica. Bel colore biondo, schiuma ricca e corposa di persistenza medio lunga, con bell’aroma di miele e fiori bianchi. Ha corpo robusto e frizzantezza accentuata, assomiglia, nel gusto, un po’a La Chouffe, solo con un profili maltato più basso e un più accentuato sentore di luppolo. Finisce massiccia, lunga, amarognola e astringente.
Alc. 8,3% vol ©Alberto Laschi



                                     

sabato 18 agosto 2007

Kwelchouffe



Spuma compatta, abbondante e persistente, colore biondo velato. Notevole la fragranza la naso di odori floreali ed erbacei, assolutamente gradevoli. Al palato esplode nella sua abbondante frizzantezza, con prevalenza delle note erbacee e luppolate, mai troppo in evidenza né esageratamente preponderanti. Corpo rotondo, molto leggero anche a dispetto della non bassa componente alcolica, dà sensazione di morbidezza e asciuttezza. Finisce lunga con il ritorno piacevole delle note erbacee e floreali. Alc. 8.5% © Alberto Laschi

Chouffe Bok 6666



La particolarità di questa birra sta innanzitutto nel nome: il numero 6666 a cui si fa riferimento non è altro che il CAP di Achouffe, paese in cui si trova la fabbrica. Anche la gradazione alcolica, arrotondata (per legge) a 6,5°, è di fatto 6,666°. Birra autunnale della Chouffe uscita di produzione dal 2002.
Birra marrone e opaca scura, dalla schiuma cremosa, abbondante e persistente. Naso alcolico, quasi come un liquore, (brandy?), con alcune note piccanti – speziati, altre di noci, con un finale di cioccolato. In bocca ha corpo medio, con effetto nella bocca vivace e regolare. Ha sapore amaro di erbe,nel contesto di una birra molto maltata; note di zucchero di canna e cioccolato, con un tocco di melassa nel finale, lungo e persistente. Assaggiata con formaggi di media stagionatura, ma forse più indicata per dolci “asciutti”. Alc. 6.5% © Alberto Laschi


Bière de Mars



Birra speciale della Brasserie d’Achouffe aromatizzata con l’”Asperula odorante” (chiamata nelle foreste delle Ardenne “regina della foresta”).
Birra dalla doppia fermentazione, dal colore ambrato pallido, non filtrata, è composta dal luppolo Saaz proveniente dalla Repubblica Ceca, dal luppolo Styrian della Slovenia e da una parte di grano maltato proveniente dal Lussemburgo. Ha schiuma soffice e persistente, aroma spiccatamente floreale; al palato si apre con note erbacee e una lieve asprezza, che però si evolve piacevolmente in un gusto morbido e in un corpo rotondo. Finisce molto lunga, con le note aromatizzate in evidenza.
Alc. 7.5% © Alberto Laschi

Bière du Soleil


Birra estiva, dissetante. Utilizzati luppolo Saaz, mentre il malto è composto da tre cereali, frumento, segale ed orzo.
Bellissimo colore ambrato, non limpido (sembra quasi non filtrata), spuma enorme e persistente; aroma ricco e gradevolissimo, con le note amaricanti del luppolo equilibratamente confuse con quelle abboccate del malto. Al palato in evidenza le note luppolate, anche se il corpo della birra risulta morbido e ben equilibrato. Birra che si fa bere benissimo anche a causa del basso contenuto alcolico, finisce lunga, piacevole ed equilibrata con le note amaricanti del luppolo in evidenza.
Alc. 4.5% © Alberto Laschi

venerdì 17 agosto 2007

Le birre "perse" della Brasserie d'Achouffe

Il reportage telefonico di Steven di ritorno dalla festa annuale della Brasserie d'Achouffe (che proprio quest'anno festeggia i 25 anni di produzione) mi fa riemerge alla memoria (ed al palato)  le vecchie birre della brasserie, fuori produzione da qualche anno. Riassumendo quello che mi ha detto Steven il giorno che ha partecipato a "La Grande Choufferie" non lo ha soddisfatto più di tanto..bicchieri di plastica e la tanto osannata e pubblicizzata Houblon che non era disponibile.

  

    

LaBrasseried'Achouffe non è più quella di qualche anno fa.. Acquistata lo scorso anno dalla 
Duvel.Moortgat, anche se mantiene il livello di "grande birreria artigianale", si presenta prepotentemente nella grande distribuzione. Certo è sempre molto piacevole aprire una bottiglia di "La Chouffe"ma adesso mi manca un pò di "leggenda", di "favola"..di questi piccoli gnomi che tornando alla birreria producono il divino nettare.. Greg, il mastrobirraio della Rulles, mi disse "Ma come potevano rifiutare un'offerta così alta ..Chris (Bauweraerts) e Pierre (Gobron) hanno avuto il giusto riconoscimento dopo più di vent'anni di duro lavoro. Ormai erano arrivati al Top e continueranno a starci". In effetti i vecchi soci parteciperanno sempre al processo produttivo e di gestione dell'azienda, gli Chouffe sono loro!

Nei post di seguito, dal nostro archivio, le schede di degustazione della Bière du Soleil, Bière de Mars, Chouffe Bok 6666 e Kwelchouffe.