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mercoledì 19 novembre 2008

Malheur Dark Brut


Questa birra viene fatta riposare per 6 mesi in speciali botti di quercia americana trattata. E' veramente splendida, non ha niente da invidiare a un qualsiasi altro brut "di spremitura d'uva"; in più si sposa perfettamente con il cioccolato, così com'è nella dichiarazione d'intenti scritta sull'etichetta. Ha un bel colore mogano scuro, limpido, schiuma ricca e fine, non molto persistente. Ha subito l'aroma fresco e secco della frutta secca (mandorle, nocciole), con una leggera torrefazione e un tocco di lievito. Il corpo è rotondo, splendidamente beverino, che non fa "pesare" la robusta gradazione alcolica. Di frizzantezza spiccata, lascia sempre il palato pulito e asciutto, con le note ripulenti della nocciola, del malto tostato, del lievito, il tutto in un mix sapiente di morbidezza e asciuttezza. Ha corsa equilibrata, riazzera le sensazioni fino alla bevuta successiva, così come dev'essere per una birra che si sposa al cioccolato. Alc. 12% vol ©Alberto Laschi

Malheur Cuvée Royale


Questa birra è stata brassata per la prima volta nell'occasione die festeggiamenti per il 175° anniversario del Regno del Belgio, e segue fedelmente i dettami del metodo champenoise. Bell'esempio produttivo, raffinato, appagante. E' una birra di 9° che ricorda molto nella sua struttura un champagne brut, abboccato, equilibrato, rinfrescante. Ha schiuma corposa, cremosa, abbondante, un bel colore dorato carico, una frizzantezza media. Ha aroma ricco di malto, con alcune note citriche, un sentore diffuso di luppolo, assieme ad un aroma persistente di mele bianche. Ha corpo rotondo, equilibrato, che nella corsa finale ricorda proprio quella di uno champagne, lascia un palato rotondo e morbido, con una nota abboccata diffusa, persistente ma non invadente, robusta di alcool senza esserne travalicata. Alc. 9% vol ©Alberto Laschi

Malheur Brut Reserve

Altra produzione di alta gamma della Malheur, con questa brut Riserve che, affinata fino a tre volte in bottiglia, raggiunge la consistete gradazione di 11° alcolici. Un vero e proprio brut, adatto più che per gli aperitivi, per un dopo pasto robusto e meditativo. Molto meno carbonato degli altri brut, questa birra/spumante ha colore dorato, spuma abbondante e a bolle grosse, che si deposita abbastanza rapidamente. Robusto, al limite dell'eccessivo, il corpo, dalla forte componente alcolica, che satura il palato e riscalda prontamente con note amare di miele e astringenti di luppolo. Non ricchissimo il palato, con le sensazioni "classiche" di una blonde strutturata e consistente, un po' più ricco l'aroma, con un tocco di lievito e un sentore rustico e terragno che la rende abbastanza attraente. Lunga la corsa finale, calorosa e improntata a sensazioni amare diffuse. Alc. 11% vol © Alberto Laschi

Malheur "12"

Il doppio dei gradi, e comunque il doppio dei complimenti, rispetto alla 6° (ma non ci voleva molto). Bevuta in una versione ibrida: nuova etichetta ma vecchio formato da 0,25, mentre ora è imbottigliata dalla Affligem (chissà poi perché …) in bottiglie da 0,33. Schiuma inizialmente abbondante e cremosa, che poi svanisce mediamente svelta, bel colore marrone scuro, quasi impenetrabile, con leggeri riflessi ramati. Bel naso, tostato, ma anche relativamente dolce di cereale, con un timido carattere rustico/speziato. Il corpo è veramente ben fatto, consistente ma anche molto equilibrato, che si fa bere volentieri, al di là della massiccia alcolicità. Rende l’idea di una birra dotata dei toni caldi del cioccolato, del caramello, del miele, con una luppolatura abbastanza buona che viene fuori nell’elegante finale, relativamente asciutto. Buona, beverina, non aggressiva, ma l’ingresso sulla scena della Affligem(Heineken) lascia un po’ interdetti a riguardo del futuro (o anche del presente?). Alc. 12%vol © Alberto Laschi - Foto ©Filip Geerts (Belgian Beers Board)

Malheur "10"

Forte birra delle Fiandre, dalla struttura e dalla caratteristiche comuni a molte altre birre della stessa tipologia. Schiuma fine, bel colore dorato carico, limpido, dal naso non raffinato di malto e di alcool. Poco frizzante, ha corpo chiaramente consistente decisamente amara, robusta di alcool. Finisce sufficientemente lunga. Alc. 10% vol ©Alberto Laschi

Malheur "6"


Una birra della quale nessuno sentiva la necessità: non riempie nessun vuoto, né qualitativo, né commerciale. Di bionde leggere luppolate in Belgio ce ne sono a bizzeffe, quasi tutte migliori di questa 6°, che la De Lantsheer qualifica come “piacevole birra da esportazione” (forse perché in Belgio nessuno se la beve?). A parte gli scherzi, una birra banale, non sciatta, ma costruita bene secondo criteri al ribasso. Biondina, schiuma fine e non molto persistente, e poi il festival dell’ovvio: scarso naso, monocorde sull’erbaceo, corpo snello, leggermente acquoso, ricco solo di amarognolo, con secchezza finale diffusa. Non si fa bere nemmeno con eccessiva facilità, e non è poco per una biondina di 6° appena ... Alc. 6% vol ©Alberto Laschi

martedì 18 novembre 2008

Malhuer Brouwerij

Il birrificio Malheur si trova a Buggenhout, nelle Fiandre Orientali. Incontro Manu De Landtsheer durante il mio ultimo viaggio ad Ottobre. Lo ringrazio “pubblicamente” per la sua disponibilità e simpatia.

Manu, perché Malheur.. malefico?
La “leggenda” vuole che un vecchio abitante del villaggio assaggiando la nostra birra abbia detto che era “malefica per quanto buona”.. Malheur è una parola ambigua in fiammingo, può assumere un significato sia in senso positivo che negativo.. mi è piaciuta l’idea dal punto di vista della comunicazione.

Come nasce il birrificio?
Il Birrificio così come lo stai visitando è stato "modernizzato" nel 1997.
Il mio avo Balthazar De Landtsheer i primi del ‘800 aprì una birreria che chiamò “De Halve Maan” a Baasrode nelle Fiandre Occidentali. Suo nipote, Emmanuel, proprio in questo edificio a Bugghenout trasformò lo stabile adibito a Taverna (attiva già del 16°secolo) in birrificio chiamandolo “De Zon” (arancione)..è per questo che usiamo tutto questo arancione! Fermata l’attività di produzione dopo la seconda grande guerra mio nonno incominciò a commercializzare birra. Importava Pilsner Urquell ed era il fiduciario per i Trappisti di Westmalle e del birrificio Lamot di Mechelen, oggi chiuso. Mio padre Adolf è stato sindaco per 33 anni di Bugghenout ed è in suo onore che ripresi la produzione di birra nel nostro villaggio.

Mi presenti le “tue” birre?
Usiamo solo acqua, luppolo, malto, lievito e zucchero.. abbiamo cercato di creare un gusto “malheur” che riesca ad affascinare gli amanti della birra. Abbiamo la “6”, una piacevole birra da esportazione con un amaro leggermente accentuato ed un finale molto lungo. La “8” , una chiara nata per l’esportazione matura per ben due mesi nelle nostre cantine. La “10”, una birra Speciale con 10% alc.; birra dal colore dorato, molto corposa. La “12”, una scura a 12% alc. molto bilanciata.. pericolosa a bersi. Poi abbiamo le nostre birre Brut.. le prime birre Brut!

Scusami.. a Bugghenout ci sono due birrifici.. voi e Boostel.. è strano che contemporaneamente sul mercato escano “due” prodotti di nuova concezione, no? Chi è stato il primo?
Nel passato le due famiglie non si amavano troppo. a me non interessano più queste gelosie di paese ma ti dico che l’idea di una birra con il metodo champenoise è stata mia. Penso che ci sia stata una fuga di notizie quando raccontai a Michael Jackson la mia idea, durante una sua visita a Bugghenout.. qualcuno del suo entourage deve aver accennato la cosa all’altro birrificio ed adesso abbiamo 2 birrerie dello stesso villaggio che producono birre con il metodo champenoise.

Malheur Brut e Dark Brut.
La Brut ha 11% alc. abbiamo studiato il processo produttivo applicato allo Champagne. Le bottiglie , in una prima maturazione, vengono tenute inclinate con la testa verso il basso. I lieviti confluiti nel collo della bottiglia vengono “fatti uscire” con il metodo del dégorgement, proprio dello champagne. Il procedimento è affascinante e costoso allo stesso tempo, ma sono orgoglioso del risultato finale. La Dark Brut, una scura a 12% alc., è prodotta con lo stesso metodo della Brut Originale ma viene fatta invecchiare in botti affumicate di rovere.. fatte costruire appositamente negli Stati Uniti. Il risultato è una birra molto complessa con aromi di cafè, cioccolato, madeira ma con gusto asciutto. Amo questa birra..

Cosa significano le “MM” sull’etichetta della “10”?
La birra è stata lanciata sul mercato nel 2000. MM corrispondono ai numeri romani per scrivere “duemila”.










Passiamo alla sala degustazione.. Manu mi spilla una "6" (mah..) ed una "12" (ci siamo un pò di più)..alle 11 di mattina è un bell'inizio di giornata!!

Per visitare il Birrificio basta scrivere una email a info@malheur.be


Malheur Bieren
Mandekensstraat 179
9255 Buggenhout
Tel +32 52 33 39 11
Fax +32 52 34 25 28