Stiamo organizzando altri tre spazi dentro il Villaggio.Il primo sarà dedicato al Lambic e sue derivazioni e sarà seguito da Steven Vermeylen. Steven è l'autore del blog di "Hier Stroomt het hier!" (www.bierfestival.wordpress.com) , un'attivista dello Zythos, l'organizzatore del Vilvordia BierFestival e fondamentale collaboratore del nostro blog InBirrerya . E' già alla ricerca di chicche brassicole da proporre durante la due giorni di Bibbiano..
Gli altri due spazi vedranno la presenza di Thierry e Bianca..a loro abbiamo "assegnato" lo stand delle Trappiste (vediamo cosa riusciremo a trovare) e della De Dolle . Hanno avuto la benedizione da Kris Herteeler che ci ha confermato la Oerbier e l'Arabier in fusti per il Villaggio. La Oerbier Reserva 2008 (in Bottiglia) a breve sarà disponibile su http://www.birrerya.com(http://www.birrerya.com) e sarà un'altra grande protagonista del Festival.
Anche Thierry e Bianca sono dei blogger..i loro viaggi, le loro recensioni e le loro stupende foto su Goddelijke Drank (http://www.bloggen.be/bier_in_beel). Già l'anno scorso erano presenti al Villaggio come visitatori..andarono via lasciandoci 2 bottiglie di Westvleteren. Che bravi ragazzi!
lunedì 6 luglio 2009
Aggiornamento Villaggio: i fusti di De Dolle
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mercoledì 11 marzo 2009
Ecco qua: la Cosmos Porter
Kris della De Dolle ha presentato un suo esperimento (aveva solamente 5 fusti da 50 lt) all'ultimo Zythos: la Cosmos Porter.
ruin.Alla Cosmos per renderla più bevibile veniva aggiunto dello zucchero ma (per quel che si ricorda Kris) "non era il massimo nel suo stile".
Kris partendo da questo spunto ha pensato di far rinascere questa birra "della tradizione" presentandola proprio a questo Zythos. Birra prodotta senza luppolo ha 7% alc. Il lievito usato è il Brettanomyces con aggiunta di Lactobacillis. Per ricreare questa Oud Bruin è stato aggiunto il 5% di Oerbier Reserva del 1999!

Cosa aggiungere..la birra è "abbastanza" acida (il ph è 3,41, l'aceto a confronto è un vin santo) ..comunque andava testata e sarà difficile farla scordare a tutti i "birramaniaci" che facevano la fila allo Stand della De Dolle!
Allo stand 51 potevamo comunque scegliere tra Boskeun 2009, Stout, Arabier e Oerbier alla spina..avercene...
Gianni
© La prima e la seconda foto sono di Filip Geerts, la terza di Vanessa Rusci
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venerdì 13 febbraio 2009
Cosmos Porter-Mania!!
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venerdì 19 dicembre 2008
Stille Nacht 2008
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venerdì 8 agosto 2008
Oerbier Special Reserva 2007
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domenica 29 giugno 2008
Due chiacchiere con il "birraio matto"!
Mentre leggevo l'articolo di Filip, precedente a questo post, mi sono ricordato di una intervista fatta nel 2005 a Kris, nel birrificio, durante una mia visita per degustare una Oerbier Reserva (2004) e decidere se era il caso di importarla..bhe, feci la cosa giusta..di seguito il documento di Archivio!!Hai “creato” anche una bellissima taverna? Riflette la tua personalità?
Qual è la vostra filosofia?
Ho visto che l’ultima Oerbier che mi hai mandato ha l’etichetta bordeaux e non la rossa.. Perchè?
dute cose inattese: l’Oerbier da 7.5% alc. vol. è passata a 10,5° a.v. e la Stille Nacht da 8° a.v. a 12°a.v. in più si era abbassato l’equilibrio di acidità.. Pensa che alcune fermentazioni della Stille Nacht sembravano non finire più, tanto che tre pallets della Stille Nacht 2000 sono “esplosi” quando ancora erano nel magazzino.. Non potendo passare l’inverno con i piedi a bagno nella birra abbiamo versato quello che ci rimaneva in botti dove era stato vino. Finita la fermentazione abbiamo ottenuto una birra favolosa, etichettata Come Reserva 2000. Tolta la Stille Nacht dai barilotti ho messo l’Oerbier, che riposata per ancora un anno ha prodotto l’Oerbier Reserva 2000. Sembra che più riposa più il prodotto migliori.. Non ti nascondo che stiamo ancora prendendo la mira ma ho studiato molto per capire cosa succedeva “chimicamente” dentro i barilotti. Ho iniziato anche a ricoltivare il lievito prodotto nei barilotti usati, com’era tradizione nelle terre fiamminghe ed ad usare acido lattico. Penso che le nostre ultime “prove” si avvicinino al prodotto che vogliamo commercializzare. E i tuoi clienti cosa ne pensano?

Mi introduci l’Oerbier Reserve 2004?
La Reserva è l’Oerbier invecchiata in botti, dove in precedenza era stato maturato vino bordeaux, per un anno. Questa birra raggiunge i 13 gradi alcolici grazie anche all’aiuto di lievito da Champagne che uso per la rifermentazione. Il gusto è leggermente acidulo e legnoso. La produzione è limitata a 9 botti di 225 litri l’anno. Tim Webb nella sua guida gli ha dato le 5 stelle.. Una grande soddisfazione per me.
©Foto di Vanessa Rusci
Altre foto su De Dolle, qui>>>
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Viaggio nell'Acido Lattico di una Oerbier
© Testo e foto di Filip Geerts

Ordinando un paio di Oerbier subito ho riscontrato una minore acidità rispetto al solito..una morbidezza generale e un sapore quasi di caramello. Mi è sembrato di ricordarci il gusto del mosto..cosa mai trovata in una Oerbier.
A mio modesto parere questa versione è una delle migliori che abbia assaggiato. Ricordiamo che ogni cotta ha una sua personalità, un gusto a parte..e questo è anche il bello nel gustare queste birre prodotte da personaggi di questo calibro.Ma facciamo un salto indietro. All’inizio della produzione, siamo nel 1980, i Birrai Matti utilizzano il lievito della Rodenbach per i loro prodotti. E’ stato proprio quel lievito a dare quel caratteristico acidulo alla birra. La birra nei primi anni di produzione aveva i 7 gradi alcolici.
Nel 1998 la Rodenbach passa sotto il controllo della Palm e chiude i rubinetti..per quanto riguarda la disponibilità di utilizzare il proprio lievito. Ed è proprio dal ’98 che l’Oerbier ha cambiato il suo modo si essere. Kris Herteleer fu costretto a coltivare il proprio lievito. Lievito che ha avuto come madre quello della Rodenbach ma che si è evoluto in un altro ceppo senza quel caratteristico sapore acido-lattico che lo contraddistingueva. Questa modificazione “genetica” portò alla fermentazione di una birra che girava sui 10 gradi alcolici..forte, maltata, pesante ma senza il caratteristico acidulo che richiamava le Oud Bruin. Kris non accontentandosi di questa versione cominciò a studiare i vari accorgimenti che avrebbero fatto sviluppare una birra un po’ meno forte ma con caratteristiche uguali alla Birra Originale (in fiammingo OER significa Originale). E’ nel 2004 che viene introdotto un acido lattico per la produzione di Oerbier..aggiustato il tiro Kris è riuscito ad ottenere una birra di 9° alcolici che con la maturazione fa uscire allo scoperto il fruttato ed un gusto yogurtoso. I
Finisco la mia birra e la ordino un’altra. Mi si presenta Kris con un piccolo cilindro contenente un campione di mosto prelevato direttamente dal propagatore di acido lattico. La degustazione del mosto mi ha lasciato impressionato..un gusto morbido, non un’acidità aggressiva, mi ha stravolto..davvero bevibilissimo.Improvvisamente Kris ha miscelato la mia Oerbier con il campione di mosto. Incredibile esplosione di aromi e sapori. L’acidità si è ancora di più ammorbidita. Vedendo Kris sorridermi sembrava un mago che si esibisce nei suoi spettacoli, che manipola la sua arte.. il Belgio non sarebbe il paese della Birra senza personaggi del calibro di Kris!
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sabato 19 aprile 2008
Boskeun 2008
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giovedì 6 marzo 2008
Extra Special Export Stout - Zythos Bier Festival 2008
Questa Stout “avresti potuto berla in Inghiletrra o Irlanda 200 anni fa”: lo affermano i de Dolle Brouwers, presentando questa loro stout, prodotta, all’inizio, solo un paio di volte l’anno per il mercato americano e poi entrata nella regolare produzione. Ingredienti: malto tostato, malto pale e malto caramellato, luppolo Nugget e lo stesso procedimento di fermentazione usato per la Oerbier, zucchero candito. La chiamano Stout, ma non è una delle classiche stout anglofoni, appartiene invece alla famiglia delle stotut belghe, più alcoliche, più speziate, meno “cioccolatose” e con meno sentori di caffè. Nononstante la forte gradazione è “pericolosamente drinkable”, molto leggera e, in questa versione on draft, estremamente beverina. Mantiene inalterate le stesse caratteristiche di colore (scuro con leggeri riflessi ambrati, quasi impenetrabile), schiuma (fine e cremosa), con un naso leggermente meno ricco, ma comunque estremamente variegato (caffè, spezie esotiche, pepe, il lievito, frutta rossa matura). Il corpo l’ho trovato ancora più snello e beverino, meno tostato e affumicato, più “orientato” sull’amarognolo del luppolo, anche se l’evoluzione finale la riporta sui binari di una stout, un’ottima stout. Alc. 9%Vol. ©Alberto Laschi
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Boskeun - Zythos Bier Festival 2008
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mercoledì 26 dicembre 2007
Boskeun

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Arabier

La birra del pappagalo (l'ara, rappresentato sull'etichetta), il trionfo del luppolo; solo per amatori, astenersi perditempo. Brassata con i fiori di luppolo Nugget della zona di Poeringe, 55 EBU e con un tempo di maturazione relativamente breve, questa birra rappresenta il prodotto più conosciuto e un o fra i più apprezzati della De Dolle; nelle intenzioni di Kris, una birra adatta alla stagione estiva.Un bel colore dorato molto carico, una vera e propria golden ale, e una schiuma fine ed esuberante che crea le classiche tre dita di cappello sopra la birra, ingrigita impercettibilemnte dal lievito nella sversatura. Aroma e gusto: luppolo! Ma un luppolo floreale ed erbaceo, secco e molto amaro, che la caratterizza in lungo e in largo. Solo il lievito si inserisce in questo contesto, e contribuisce ad inserire un sentore speziato e piccante e un gusto secco e ancor più spiccato. Assale il palato e lo satura con l'amaro del luppolo, che si avverte nel retro del palato e in fondo alla lingua in un finale massiccio e aggressivo. Confrontata con le attuali, modaiole, triple IPA è tre passi avanti.Alc. 8% vol ©Alberto Laschi
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Special Extra Export Stout

Birra prodotta in quantità limitata e in periodi precisi dell’anno. La sensazione generale è quella di una estrema “leggerezza”, nonostante la robusta gradazione alcolica, e di una buona bevibilità: resta il fatto che le stout inglesi di “range” sono un’altra cosa. Colore nero molto marcato, schiuma fine, leggermente grigia sulla testa, che svanisce rapidamente. Aroma complesso, con note chiaramente tostate e affumicate, di caffè, ma anche di uva passa, di frutti canditi e di bacche (rosse). Palato morbido, impatto dolce, frizzantezza abbastanza marcata: anche qui il palato è più complesso di una stout normale: oltre alle note classiche, si avvertono sentori di liquore (sherry?), un accenno di sentori vinosi (asciutti) e di frutta rossa matura. Finisce morbida e lenta, con sensazione molto piacevole di complessità. Non assomiglia quasi ad una stout e non so se è un complimento. Alc. 9% vol ©Alberto Laschi
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Lichtervelds Blond

Buono, molto buono questo esempio di triple prodotto dalla De Dolle. Ricorda un po’ la Arabier, ma con un tocco di dolcezza in più ed una bevibilità maggiore. Ha colore dorato carico e uno strascico di lievito in sospensione che ne opacizza un po’ la trasparenza; schiuma bianca corposa e cremosa, che permane per molto nel bicchiere. L’aroma è subito pungente, come nella tradizione De Dolle, quasi speziato all’inizio; nell’evolversi invece affiorano sentori di malto e frutta matura, insieme al lievito, rendendo il tutto molto intrigante. Ha corpo rotondo, non eccessivamente robusto, senza quella punta di calore dato dal miele che invece si presenta nell’Arabier. Scivola molto bene all’inizio, molto beverina, poi viene fuori la consistenza di questa triple, nei suoi componenti di malto, luppolo astringente (nel finale) e sentori terragni, assieme al lievito. Finisce amarognola ma non secca, equilibrata e rassicurante. Alc. 8% vol ©Alberto Laschi
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Oerbier

Prodotta con sei tipi di malto e zucchero candito, luppolo Goldings per l’amarezza, Spalt e Saaz per l’aroma. Poiché il mosto di malto viene fatto bollire per tre ore nel bollitore, il colore che ne risulta è marrone scuro con riflessi rame chiaro. Presenta aromi erbosi e fruttati intensi, spuma fine e abbastanza persistente, molto frizzante. Il palato è morbido e cremoso, con qualità vinose dolci su di un insieme complesso di gusti, a strati di frutta aspra (ricorda le susine o le prugne), con un lungo e complesso finale in cui la dolcezza è controbilanciata dalle note di liquirizia. Alc. 9% vol
©Alberto Laschi
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Dulle Teve

“La cagna pazza”, contiene semplicemente malto, acqua, luppolo e zucchero caramellato. Il luppolo viene aggiunto a secco e la birra non è filtrata né pastorizzata, per cui il suo gusto si trasforma nel tempo. Birra splendida, che si evolve nell’assaggio. Colore dorato carico, leggermente velata ed opalescente, schiuma abbondante cremosa e persistente. Aroma pungente di luppolo e abboccato di malto, complesso.Corpo strutturato, ma non pesante, sorprendentemente duttile per l’alta gradazione alcolica della birra. Comincia pastoso di malto e abboccato di caramello, poi si evolve con note tanniche e di frutta matura astringente (susine?) che ripulisce alla perfezione il palato. Finisce lunga, dolce e piacevolmente complessa. Alc. 10% vol ©Alberto Laschi
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Oeral

Le possibili “interpretazioni” del nome di questa birra sono due: la prima è che in dutch “oer” vuol, dire “originale” (come Ur in tedesco) e “al” potrebbe essere il suffisso riconducibile ad “ale”, classico termine angly per indicare la birra “originale” in GB. “Oeral” è però anche il termine olandese con il quale si indicano i monti Urali, che dividono l’Asia dall’Europa. Altra birra decisamente non convenzionale (anche se gli ingredienti dichiarati sono solo acqua, malto, luppolo e lievito) di questa rinomata brouweij, e non potrebbe essere diversamente, visto che di usuale la De Dolle non ha assolutamente niente. Bellissimo colore dorato, leggermente rugginoso, di questa birra, dalla bella testa di schiuma prodotta da una carbonazione accentuata. Aroma intenso, complesso e molto, molto piacevole: si riconoscono note dolci di malto, sentori di frutta (mele e pere) e accenni speziati (chiodi di garofano?), in un mix veramente attraente. Il corpo denota una “doppia corsa”: parte splendida, morbida e carezzevole, piacevolmente piccante di lievito e rotonda di sentori fruttati. Sul finale la birra “gira” completamente: viene fuori un tono granuloso di lievito, secchi ed asciutti di erba medicinale e luppolo per finire con un retrogusto finale “affumicato”.
Alc. 6% vol ©Alberto Laschi

Vecchia Etichetta
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giovedì 6 dicembre 2007
Stille Nacht 2007

La premessa necessaria: le bionde non mi fanno impazzire, preferisco le brune. E anche le strong beer non riscuotono il mio incondizionato favore. Sta di fatto però che i “prodotti” ben costruiti non si possono non apprezzare. Edizione 2007 della Stille Nacht: come si direbbe nel calcio, “squadra che vince non si tocca”. Fatta bene, con tutte le cosine al loro posto, gli ingredienti giusti nella giusta dose, e anche l’etichetta (confermatissima), veramente molto molto carina, che contribuisce a mettere il tocco di classe sul packaging. Detto questo, va detto anche che l’edizione 2007 non porta rilevanti novità rispetto alla Stille Nacht del 2006: robusta, molto “riscaldante”, con il suo bel lievito ancora a giro per il bicchiere e la sensazione generale di compiutezza. Mi sembra solo un pochino meno ricca nel sapore, meno variata, con l’alcool maggiormente in primo piano; ma sono sfumature … Sta di fatto che le altre strong beer in circolazione, di fronte alla Stille, devono lasciare il passo: è massiccia sì, ma con grazia. D’altra parte, come recita il famoso detto, “la potenza è nulla senza il controllo”; e Kris lo sa, l’ha imparato e continua a dimostrarlo.
Alc. 12% vol ©Alberto Laschi
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Stille Nacht 2006

Buona “operazione” natalizia della De Dolle, che ha continuato nel dare la caratterizzazione di robustezza alcolica a questa birra, considerata (insieme alla Oerbier) la punta di diamante della produzione. Colore dorato molto marcato, al confine con l’ambrato; dalla bottiglia che ho versato sono scesi anche alcuni fiocchi di lievito, e comunque la birra ha prodotto una abbondante e cremosa testa di schiuma, molto persistente. Naso non particolarmente ricco, sensazioni “tranquille” di luppolo, miele, frutta bianca, ma niente di eccezionale. Il corpo è massiccio, aggredisce con la propria potenza alcolica, che satura in maniera soddisfacente il palato. Sprigiona un diffuso calore, una sensazione di alcol robusto, miele di fiori bianchi, un tocco deciso di luppolo astringente e malto insieme a zucchero candito. Lungo e “caloroso” anche il finale, che perdura per molto tempo. Alc. 12% vol ©Alberto Laschi
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martedì 20 novembre 2007
Oerbier Special Reserva 2004

La Reserva è l’Oerbier invecchiata in botti, dove in precedenza era stato maturato vino bordeaux, per un anno. Questa birra raggiunge i 13 gradi alcolici grazie anche all’aiuto di lievito da Champagne usato per la rifermentazione. Il gusto è leggermente acidulo e legnoso. La produzione è limitata a 9 botti di 225 litri l’anno. Tim Webb nella sua guida gli ha dato le 5 stelle.
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