martedì 20 novembre 2007

Oerbier Special Reserva 2004




La Reserva è l’Oerbier invecchiata in botti, dove in precedenza era stato maturato vino bordeaux, per un anno. Questa birra raggiunge i 13 gradi alcolici grazie anche all’aiuto di lievito da Champagne usato per la rifermentazione. Il gusto è leggermente acidulo e legnoso. La produzione è limitata a 9 botti di 225 litri l’anno. Tim Webb nella sua guida gli ha dato le 5 stelle.

Una classica birra strana di questa brouwerij veramente particolare. Ha una imponente gradazione alcolica che tuttavia non si avverte durante la sua degustazione; a causa della scarsa frizzantezza ha una nota liquorosa molto preponderante, che la rende corposa nel bere, anche se non pesante. Ha un bel coloro ambrato, tendente al mogano, schiuma fine e poco persistente, aroma “gommoso” di malto con un finale acidulo e astringente. Anche il gusto dopo una nota iniziale “sciropposa” assume connotazioni acidule e terragne, molto legnose, che la rendono complessa, elaborata e non di facilissima bevibilità. Ma per gli appassionati dei prodotti della de dolle è imperdibile.


Oerbier Special Reserva 2005




Versione 2005 della Special Reserva della Oerbier: sempre molto ricca, sempre molto particolare. Bel colore mogano, virante sullo scuro, ma sempre brillante. Schiuma all’inizio abbondante, marrone – rossiccia, poi rimane comunque a ricoprire con un velo il liquido, lasciando anche bei merletti di Bruxelles sull’interno del bicchiere. Il naso, come sempre, risente della stagionatura nelle bordolesi, con note lattiche, di vaniglia, con un netto sentore di prugna e altra frutta rossa. Abbastanza asprigno, poco improntato dall’alcool, che pure raggiunge la quota 13°. Il corpo ha una frizzantezza abbastanza pronunciata, più della versione 2004, è rotondo e consistente, ma non esagerato. Rispetto all’anno precedente, le note acidule in questa versione 2005 sono molto più pronunciate: la birra è asprigna, meglio, aspra, con l’astringente del vinoso e della prugna, con un finale leggermente citrico. Meno terragna e rustica, è più snella e vivace, robusta, con un retrogusto caldo di alcool e una sensazione di asciuttezza prolungata. Alc. 13% vol. Degustata Novembre 2007 ©A.Laschi


domenica 18 novembre 2007

Oerbier Special Reserve 2006




Imbottigliata a giugno 2007 dopo un anno in cui ha riposato in botti usate solitamente per il Bordeaux, l’edizione 2006 della Reserva Oerbier non manca di lasciare nuovamente il segno. Il “solito” imponente volume alcolico, 13° che si avvertono tutti, che la rende massiccia ma non esagerata: è una birra che “li regge”. Il bel colore al confine fra l’ambrato e il marrone, leggermente opaco, e la schiuma che si fa solo intravedere al momento della sversatura, per dileguarsi quasi subito. La ricchezza è nel naso, un po’ terroso e rustico all’inizio, che si apre poi in un bouquet esagerato: erbe, rovere, note di cioccolato, il leggermente acido della frutta rossa (non necessariamente in quest’ordine) e il segnale caratteristico della vaniglia e del vino. Le bordolesi lasciano chiaramente il segno, e che segno! Il lievito di Champagne adoperato per la rifermentazione lo si avverte poco nell’aroma, un po’ di più nel gusto, anche qui ricco e complesso. Molto alcolico l’insieme, caldo e saturante, leggermente meno acidula della precedente (2005) versione, più ricca di malto e frutta matura (prugna). Servita rigorosamente a temperatura ambiente, è una birra nel suo genere spettacolare: una birra non per tutti i palati, ma generosa di sensazioni e “costruita” a regola d’arte da Kris Herteleer. Alc. 13% vol. Degustata in bottiglia Settembre 2007. ©A.Laschi

Hofelf



Birra particolare, un incrocio fra una Wheat beer e una triple, con aggiunta di frumento. Niente di spettacolare, ma una bella ordinarietà, comunque. Il solito colore un po’ fosco, fra il giallo torbido e le sfumature di grigio, la bella testa di schiuma cremosa e persistente. L’aroma è fresco, speziato, ricco di lievito e asciutto di luppolo, rinfresca e pulisce. Il corpo è pieno, rotondo, leggermente acidulo all’inizio con una evoluzione che piano piano la fa spostare sul versante del malto e del frumento. Il finale è secco e asciutto, mediamente luppolato, che, insieme ad una frizzantezza accentuata, la rende beverina per la stagione calda.. Alc. 7,5% vol © A.Laschi

Hofblues



Una sweet stout perfetta, nel suo genere. Color nero caffè con schiuma fine e poco persistente, marrone essa stessa. Sia il naso che il corpo non creano equivoci: c’è tutto quello che ci deve essere. Malto tostato, sentori di caffè e liquirizia, un’idea di polvere di cioccolato, frutta tostata, per un insieme da manuale, che non lascia delusi. Perfetta per gli appassionati di stout alla belga, un po’ meno cremose e avvolgenti di quelle irlandesi: questa, in particolare, meno “acquosa” della stout della De Dolle, meno robusto della Hercule Stout e meno dolce della Stout De Bie. Ma nel suo genere, ok. Alc. 5.5% vol. Degustata in bottiglia Ottobre 2007. © A.Laschi

Hofdraak




Bella birra, anche questa, della Hofbrouwerijke; non filtrata e non pastorizzata ha un bel colore mogano, a cavallo fra l’ambrato e lo scuro. Ha schiuma grigia, non ricca e poco persistente, a bolle grosse; ha un aroma ricco di malto e caramello, un mix di spezie secco ed asciutto e d un tocco di lattico, che la rende leggermente grossolana. Ha un corpo rotondo ed in evoluzione, opulento, con un attacco grasso di malto, caramello e gomma, con una seconda fase più astringente e medicinale, quasi di liquirizia, e un finale, stranamente, affumicato. Complessa ma beverina, grassa, ricca e soddisfacente. Alc. 6.5% vol. Degustata in Bottiglia Ottobre 2007. © A.Laschi

Hoftrol




Birra non filtrata, non pastorizzata, con la seconda rifermentazione in bottiglia. Meglio, molto meglio della Hofelf (anche se non ci voleva molto): bella birra. Fresca e rinfrescante, asciutta e non amara, speziata al punto giusto, fragrante. Ha un bellissimo colore aranciato, una schiuma corposa, cremosa, che fa un bel cappello grigiastro e permane abbastanza a lungo. L’aroma è fresco, floreale all’inizio, poi si evolve in una punta piccante, secca di lievito e piccante di spezie, con una lieve citricità. Ha corpo rotondo, molto vivace e beverino: si apprezza per il suo carattere e personalità, è rustica ma non scostante, rinfresca il palato nello stesso momento in cui lo ripulisce. Molto spostata sul versante bitter ale, qualcuno dice che assomiglia molto ad una Orval, a cui sembra i produttori si siano ispirati:è una birra con carattere, ma un carattere proprio, non scopiazzato, non complicata e di semplice apprezzabilità, si fa bere con piacere, senza tirarsela. Alc. D.2% vol. Degustata in bottiglia Ottobre 2007. ©A.Laschi