martedì 16 settembre 2008

The making of Balzello - Video

Al Villaggio della Birra 2008 Kris Boelens ci ha portato questo video, girato da suo genero, che lo riprende alle prese con il brassaggio della Balzello. Vista la "grandezza" del file lo abbiamo diviso in 5 parti.


sabato 13 settembre 2008

Immagini del Villaggio

di Gianni Tacchini
..e anche questa è fatta! Nicola e Alberto nei due post precedenti hanno detto tutto..cosa aggiungere. A chi non c'è stato, chi non ha vissuto questa "due giorni" birraria, è difficile riassumere l'atmosfera che respiravamo. Il Villaggio è un incontro: tra birrai di culture diverse, tra gente comune, tra birramaniaci alla ricerca della birra ben "bilanciata" (usando le parole di Kuaska), tra homebrewers, tra curiosi di un mondo che prepotentemente stà caratterizzando il nostro "modo" di bere. Abbiamo cercato di far conoscere il mondo della birra artigianale partendo dal "modo" di bere: una birra fatta con cura, và bevuta con saggezza.
Le foto del Villaggio 2008 puoi vederle qui:
- Villaggio 2008: Parte1 - Parte2
- Le foto di Harvey
- Le foto di Roberto Sghedoni
I Birrai

Roberto della Petrognola con Kuaska, i ragazzi del Lambrate, Riccardo di Montegioco

Moreno dell'Olmaia, Harvey e Fabiola allo stand delle Lambic, Kris Boelens
Laurent Agache della Cazeau, Bart della Den Hopperd, Achiel della Achilles
I Laboratori con Kuaska e Joris Pattyn





Brassin Pubblic con i ragazzi di Ars Birraria..
..Ormai fanno parte dello staff
Il Meeting degli Homebrewers

La Festa





Il "nostro" sabato (e domenica) del Villaggio

di Alberto Laschi

Chi c’è stato ormai l’ha capito: Bibbiano è un bel posto, frequentato da bella gente, con un unico, importante, trait d’union: la birra artigianale di qualità. Anche quest’anno (per la terza volta) le terre del vino si sono popolate di amanti della bevanda “concorrente”, destando, negli abituè vinicoli, più di una curiosità, visto anche il numero. Perché di gente ce n’è stata tanta, per tutti i due giorni dell’evento.

Foto di Gruppo

E di evento ormai si può e si deve parlare, radicato nella calendario dei principali eventi brassicoli italiani. Evento perché i mastri birrai belgi sono diventati una presenza costante e imprescindibile (e vista la ritrosia dei belgi a muoversi dalle loro terre…), sempre super professionali e disponibili; evento perchè Kuaska e Joris Pattyn, che hanno animato laboratori sensoriali e conferenze sullo “stato dell’arte”, non hanno bisogno di nessuna presentazione, e vederli “lavorare” in coppia è stato un vero e proprio spettacolo; evento perché le persone che vi hanno partecipato hanno lasciato il segno di una passione, curiosità, conoscenza e competenza sempre meno estemporanee.

La Triade: Joris, Kuaska e Schigi


Quando, passata la festa, si prova a fare il bilancio e si arriva a soppesare i pro e i contro, ciò che ha funzionato bene e ciò che invece lo ha fatto meno bene, ti accorgi che comunque c’è sempre qualcosa da perfezionare, implementare, potenziare. E’ successo per le due edizioni passate, lo stiamo facendo anche per quella di quest’anno. Di una cosa però siamo pressoché certi, e la certezza ci viene dalla lettura dei dei commenti che molti dei partecipanti hanno lanciato sulla rete e da quelli che personalmente ci sono stati riportati. La scelta delle birre che tutti hanno potuto bere è stata una buona scelta, perché tutte sono piaciute: a chi è piaciuta la De Dolle alla spina, a chi le birre del Montegioco, ad altri l’Olmaia, i belgi hanno spopolato ciascuno con le proprie, le lambic hanno trovato un gran numero di estimatori. E potremmo continuare. Si potrebbe dire che chiunque è venuto al Villaggio vi ha trovato la “sua” birra; e questo per noi è un grosso risultato raggiunto, perché accontentare tanta gente non è mai semplice.



Le degustazioni


Ciò che abbiamo visto, quello che abbiamo sentito, ci spinge a guardare al prossimo anno, al prossimo Villaggio con una punta di ottimismo in più, “confermati in grazia” dai complimenti che i belgi, anche quest’anno, ci hanno fatto (e hanno fatto a tutti i partecipanti), quando non hanno visto neanche un bicchiere per terra. L’educazione, infatti, fa parte del patrimonio culturale di un popolo adulto.



Al prossimo anno, e se passate da Torino, quest’anno, ad Ottobre, ci trovate al Salone del Gusto di Slow food venite a trovarci. Fa sempre piacere vedere gli amici.

Villaggio della birra 2008


di Nicola Utzeri (Ufficio Stampa Villaggio della Birra 2008)

Si dice che il terzo anno sia il banco di prova per un evento. Dopo l'entusiasmo e l'effetto novità dei primi due anni il pubblico proclama il suo verdetto. Se così è, il Villaggio della Birra è promosso a pieni voti. Ormai è entrato di diritto fra gli appuntamenti che ogni appassionato di birra segna con il rosso nel calendario. I piccoli problemi di organizzazione, dovuti all'affluenza non prevista, sono soltanto un ricordo lontano. Villaggio della Birra funziona a meraviglia, con la sua veste informale quasi da sagra di paese ma con la sostanza dell'evento nazionale.

Ogni anno ritroviamo con piacere i birrai belgi di Boelens, Cazeau, Den Hopperd, Achilles, sempre più aperti e disponibili, anche perché dopo tre anni ormai si sentono veramente a casa qui a Bibbiano. Con loro, naturalmente, le eccezionali birre che è sempre interessante e raro assaggiare alla spina. E poi i birrai italiani, ben selezionati dall'organizzazione, che ormai guardano senza nessun timore riverenziale i colleghi belgi.

Per non parlare dei laboratori di degustazione condotti da esperti del calibro di Kuaska e Joris Pattyn, due guru di statura mondiale, così diversi nel loro modo raccontare la birra ma egualmente capaci di trasmettere insegnamenti e passione.

Garanzie anche dalla cucina che oltre all'eccellente menu con piatti belgi e italiani a base di birra, ha saputo offrire qualità e quantità sia con piatti espressi che grazie all'aiuto dell'ottimo paninaro locale “Giorgino”.

Come se tutto ciò non bastasse, le conferme sono arrivate anche dai media ogni anno attenti a segnalare questo “piccolo” appuntamento. Se poi è il Tg2 con la rubrica Eat Parade o riviste come Il Venerdì di Repubblica e il Gambero Rosso, per citarne alcune, a parlare del Villaggio allora significa che gli ingredienti del grande evento ci sono proprio tutti.

Rimane soltanto una cosa da fare, darci appuntamento al prossimo anno a Bibbiano... vicino Bruxelles.

giovedì 4 settembre 2008

Vi presentiamo Joris Pattyn - Intervista

Ma Chi è Joris Pattyn? Durante il Villaggio affiancherà Kuaska nei Laboratori di degustazione e durante la Tavola Rotonda "Lo stato di salute della scena birraria in Belgio e in Italia". Membro fondatore dell’ Objectieve Bierproevers (OBP) associazione belga di consumatori consapevoli di birra, oggi Zhytos. Nel 1984, ha pubblicato diversi articoli su riviste birrarie belghe, olandesi, americane e collaborato con iniziative editoriali importanti come ‘Good Beer Guide to Belgium and Holland’di Tim Webb e Lambickland. Giurato in numerosi concorsi dal 1991 (Champion Beer of Britain al Great British Beerfestival, Moscow International Beertasting, World Beer Cup) è membro del direttivo European Beer Consumers Union (EBCU). Qui un video di presentazione !


Gli abbiamo girato alcune domande e questo è il risultato di un epistolario via email.


1) Quali sono le birre che ti hanno cambiato la vita?
  • Un’anonima Kriekenlambic invecchiata più o meno 15 anni che mio padre teneva in cantina. Mi ha aperto gli occhi sul fatto che la Birra poteva essere qualcosa di completamente diverso da tutto quello che avevo bevuto fino ad all’ora: pils senza personalità.
  • Heyvaert Kriek , un’altra Krieknlambic oggi scomparsa, che riuscì ad accendere la mia curiosità e bramosia a riguardo del mondo delle Kriek e delle Gueuze.
    De Koninck (oggi conosciuta come Amber) l’onnipresente birra alla spina presente della mia città natale (Anversa). E’ diventata la “birra di paragone”, il paradigmadi ogni birra.
  • Cosmos Abt, oggi scomparsa Birra D’abbazia delle Fiandre Occidentali. Mi ha fatto crescere nel “mio” locale, il Kulminator di Anversa..bevevo..bevevo fino a che non scomparivo nel vuoto del cosmo!
  • Liberty Ale, dell’americana Anchor, la prima Ale non belga ( con eccezione delle birre de la Trappe, che considero a metà belghe) che non sfigurerebbe a fianco delle ales del mio paese, in termini di qualità e corpo.

2) Fai molto per la promozione della Birra Artigianale. Vuoi segnalarci chi ti è stato vicino in questa battaglia..associazione e/o persone?

In Europa, la più importante organizzazione è l’ EBCU, l’Associazione sovra-nazionale che comprende i consumatori di birra dei vari paesi europei. Senza di loro il “bevitore” sarebbe alla merce dei grandi produttori birrari.
C'è un sacco di beerwriters e di giornalisti, che con il proprio onesto lavoro, promuove il mondo della birra artigianale. Tutti loro hanno in qualche modo sviluppato in modo positivo la cultura del bere (Ok, c’è anche qualcuno che ne approfitta…) . Non mi metto a fare questo o quel nome..ad eccezione del defunto Michael Jackson che è stato il maestro di tutti, me compreso.
Per quanto riguarda i produttori ritengo che ogni mastrobirraio capace di fare un buono, costante e onesto lavoro aiuta, nella sua ricerca, il mondo della birra artigianale. C’è anche qui il rovescio della medaglia, comunque…

3) E' esagerata l'affermazione il "Belgio è il paese della Birra"?

Non è un’affermazione esagerata se si pensa che il mio paese può vantare un enorme patrimonio brassicolo..un insieme di stili di birre e di birrifici che costituiscono un faro per il mondo intero. C’è, in questo micromondo, un’enorme conoscenza del prodotto in tutti i suoi aspetti. Sarebbe invece una esagerazione se ti dicessi che la media dei belgi, la gente comune cioè, è consapevole del proprio patrimonio birrario ed è e attenta a preservarlo da pseudo-grandi birre. La maggior parte del mio popolo è analfabeta a riguardo del prodotto-birra, terribilmente conservatore e facilmente influenzabile. Se penso, poi, alla nostra gente che crede che il Belgio è l’unico paese al mondo con un tale patrimonio, degno di essere preservato..allora mi viene fatto di pensare che è un ragionamento davvero pretenzioso.

4) Le nuove normative sanitarie europee penalizzano i piccoli produttori?

Molte di queste normative europee sono state introdotte per facilitare il commercio, per garantire la tracciabilità di un prodotto e per regolamentare dal punto di vista igienico sanitario chi produce alimenti destinati al consumo. Purtroppo queste norme sono state fatte da gente distante anni luce dal mondo produttivo e , per quanto riguarda il mondo brassicolo, senza nessuna conoscenza in materia di produzione di birra. I grandi produttori hanno i mezzi finanziari sufficienti per adeguarsi a queste nuove norme, i piccoli produttori invece stanno avendo dei grossi problemi. Quello che mi fa più infuriare e il metodo di raffronto riservato ai produttori di vino..loro sono esenti da normative..grazie alle lobby vinicole francesi!


5) Le birre Belghe sono molto apprezzate in Italia. Cosa ne pensi di questo sviluppo e cosa pensi della situazione birraria italiana?

E' difficile che rimanga stupito dal fatto che la birra belga ha successo nel vostro paese, dovrei? Ad essere onesto i birrai italiani potevano aver scelto esempi peggiori dai qulai farsi guidare. Per quanto riguarda la mia conoscenza del panorama brassicolo italiano, anche se è aumentata esponenzialmente negli ultimi due anni, non oso fare affermazioni..non ho ancora un’esatto quadro completo della realtà italiana (a parte le birre prodotte dei grandi produttori, lager insignificanti!) Ho bevuto birre italiane che ho considerato di alto livello..molto, molto buone. Ho anche bevuto birre artigianali davvero disastrose..credo che questa ossessione nello sperimentare propria di alcuni birrai italiani abbia superato i limiti..ricordiamoci (e ricordiamo loro) che la birra qualcuno la deve acquistare e bere.. il consumatore, secondo me, non deve “vivere” con il pensiero: come sarà stavolta la birra “x”, ha usato meno spezia “y” e un po’ più di “z”..le vedo come seghe mentali..se..non cerco una degustazione/bevuta da “hombrewers”.

6) Cos'è che non ti piace nell'universo brassicolo belga?

Ho detto in precedenza della miopia dei beerdrinker belgi e delle normative dell’Unione Europea imposte ai produttori di birra.La cosa, da beerlover, che mi abbatte moralmente è l’impossibilità di trovare birra artigianale belga sotto casa se non in selezionati bar o negozi e la totale assenza di importatori di birre artigianali dall’estero.

Un altro aspetto negativo è l’atteggiamento iper-chiuso di alcuni produttori belgi, soprattutto quelli che chiamiamo “familiari”, ma anche dei nuovi giovani birrai a riguardo della condivisione delle tecniche di produzione..l’idea che la loro birra abbia un ingrediente segreto alla Harry Potter e che la qualità andrà persa se la propria esperienza viene condivisa mi mortifica e mi fa vergognare perché è indice di provincialità. Come se non sapessero che la stessa birra, prodotta con gli stessi ingredienti e usando la stessa acqua ma da produttori diversi non sarà mai esattamente la stessa! Questo atteggiamento da “paura dell’outsider” si è sviluppato anche negli USA dove nessun birraio chiede aiuto e/o consiglio ad un altro.
Vi aspettiamo al Villaggio!

mercoledì 3 settembre 2008

Incontro Homebrewers al Villaggio


Domenica 7 settembre alle ore 14.00


Un'occasione per tutti gli homebrewer presenti al Villaggio per chiaccherare di birra fatta in casa e soprattutto assaggiare reciprocamente le proprie creazioni! Nei limiti della loro disponibilita', si cerchera' di coinvolgere anche alcunu dei birrai e degustatori presenti per assaggiare e commentare alcune delle birre che porterete. L'ingresso e' libero, ma vi chiediamo se possibile di comunicarci in anticipo la vostra presenza, e in particolare se avete una birra (e di che stile) che desiderate far assaggiare a un birraio.Potete farlo via email a info@birrerya.com oppure nella giornata di sabato presso il banchetto di Ars Birraria (o direttamente a Kuaska o Massimo Faraggi) o al punto Beershop del Villaggio.

Aggiornamenti Villaggio della Birra 2008

Kuaska ha scelto l'homebrewer che porterà, con una sua birra, nella sua degustazione di Sabato. E' Valter Loverier da Chieri (TO). Uno dei più attivi e bravi homebrewers italiani..una sicurezza.

Nell'occasione dell'Homebrewer al Villaggio e della Cotta Pubblica di domenica Max Faraggi, in combutta con Kuaska, ci ha proposto un Meeting tra Homebrewers..uno scambio di assaggi. Bella idea! Stiamo cercando di metterlo su in tempi brevi ma qualcosa verrà fatto. Quindi: appello a tutti gli HB..portate le vostre birre..oltre a noi le assaggieranno Kuaska e Joris, non capita tutti i giorni! A breve i dettagli.

Sabato attacchiamo (al TNT) un fusto di Mikkeller degli Struise.