giovedì 6 dicembre 2007

Stille Nacht 2006




Buona “operazione” natalizia della De Dolle, che ha continuato nel dare la caratterizzazione di robustezza alcolica a questa birra, considerata (insieme alla Oerbier) la punta di diamante della produzione. Colore dorato molto marcato, al confine con l’ambrato; dalla bottiglia che ho versato sono scesi anche alcuni fiocchi di lievito, e comunque la birra ha prodotto una abbondante e cremosa testa di schiuma, molto persistente. Naso non particolarmente ricco, sensazioni “tranquille” di luppolo, miele, frutta bianca, ma niente di eccezionale. Il corpo è massiccio, aggredisce con la propria potenza alcolica, che satura in maniera soddisfacente il palato. Sprigiona un diffuso calore, una sensazione di alcol robusto, miele di fiori bianchi, un tocco deciso di luppolo astringente e malto insieme a zucchero candito. Lungo e “caloroso” anche il finale, che perdura per molto tempo. Alc. 12% vol ©Alberto Laschi

Gli stili della Birra Belga

Cerchiamo di creare un punto di partenza per conoscere le Tipologia della Birra Belga..lavoro non facile grazie alla creatività dei mastrobirrai, alla loro storia e cultura brassicola.

Abbazia

  • Dubbel/Double
  • Tripel/Triple

Belgian Ales

  • Amber Ales
  • Blond/Blonde
  • Donker/Brune
  • Strong Ale

Bière Blanche - Witbier

Brut Bier

Birre Aromatizzate

Lambic

Natalizie (Kerstbier)

Pils

Saison

Oud Bruin

Vlaams Rood

Specialità

Stout Belghe

Trappiste

Birre Natalizie

Il Belgio, patria delle diversità birrarie e ricca di individualità brassicole, non poteva non essere anche la culla di quella particolarissima famiglia di birre stagionali, comunemente riconosciuta con l’appellativo di Christmas beer (definita altrimenti dagli inglesi “winter warmer”). Ha più di 200 anni questa tradizione, quando in Belgio esistevano ancora più di 3000 birrifici (c’erano meno villaggi in Belgio, allora, che birrifici!). Allora si produceva queste birre “speciali” inizialmente per un uso prettamente familiare; con l’andare del tempo poi il “giro dei consumatori” si è via via allargato. I dipendenti stessi del birrificio, gli amici, gli abitanti del villaggio e poi i clienti più “fedeli”: questa è stata la progressione nella distribuzione di questo prodotto speciale, alcolicamente robusto e più che adatto a mitigare le rigide temperature invernali del Nord Europa.
Nella tradizione produttiva del Belgio, queste sono tutte birre ad alta fermentazione, non pastorizzate (mentre in altri paesi si sono affacciate sul mercato anche birre di Natale a bassa fermentazione), a produzione limitata; si può parlare addirittura anche di produzione “d’annata”, dal momento che ogni anno questa birre rivelano carattere e caratteristiche quasi unici, difficilmente riproducibili, rivelando quindi nuove e piacevoli sorprese ogni volta al consumatore.

Ogni birrificio, in Belgio, segue gelosamente una propria ricetta nel confezionare il prodotto natalizio; tutte però sono accomunate da un’alta gradazione alcolica finale (fra i 7 e 10 gradi alcolici), da un aroma spiccatamente ricco, da un gusto il più delle volte speziato, grazie all’aggiunta nella produzione di spezie e aromi (cannella, coriandolo, ginepro, miele etc …) e dall’uso di malti pregiati. In pratica, nel “confezionare” questo prodotto natalizio, ogni birrificio mette in campo il top delle proprie conoscenze tecniche, il meglio delle materie prime, e lascia la briglia più sciolta del solito al mastro birraio, con risultati spesso spettacolari. Ed è talmente radicata in Belgio la tradizione delle Christmas Beer, che Esen da tredici anni a questa parte dedica loro un vero e proprio festival brassicolo.

La produzione natalizia di birra ha preso campo anche in altri paesi europei, soprattutto in quelli del Nord Europa. In Italia, grazie all’ “esplosione produttiva” dei microbirrifci artigianali, ci sono a tutt’oggi alcuni buonissimi prodotti natalizi, adesso meno introvabili rispetto ad alcuni anni fa, che poco hanno da invidiare ai maestri produttori del Belgio.

©Alberto Laschi

mercoledì 5 dicembre 2007

Santa Bee 2007




Edizione 2007 della Santa Bee; Kris sembra che sia ritornato un po’ sui suoi passi, quelli della primigenia Kerstbier. Siamo sempre sulla soglia dell’eccellenza, s’intende, ma sembra un po’ modificato il carattere rustico della birra del 2006, a favore di un viraggio sul maltato, vanigliato, abboccato. In definitiva, è questa una birra meno rustica, meno “sperimentale”, più classica nella sua corposità calda e avvolgente, meno stuzzicante sia nell’aroma che nel gusto, che comunque ha conservato nel finale una nota terragna, che piano piano si spenge con il “riscaldarsi” della birra. Stuzzica un po’ meno i curiosi, gli sperimentatori, ma appaga sicuramente i bevitori “classici”, che cercano il calore e la sicurezza della tradizione. E qui la trovano, con certezza. 8.5% alc.
©A.Laschi

Santa Bee 2006




“Evoluzione” della birra natalizia della Boelens, questa Santa Bee, che si discosta molto dalla pur eccellente Kerstebier degli ultimi due anni. Cambia completamente il “naso” di questa birra,oggi molto più ricco e complesso, che vira dal dolce del malto e del caramello, all’aspro e al terragno, con note finali di bacca rossa e spezie (assomiglia un po’ al “naso” delle St. Bernardus 6° e 8°), ed è molto più articolato il corpo, dalla robusta gradazione alcolica ma anche di una splendida bevibilità. E’ una birra rustica, speziata nel modo giusto (zenzero, cannella, pepe?) ma anche molto morbida e calda, dolce senza essere troppo gommosa o caramellata. Mantiene la componenete rustica, quasi granulosa, anche nel gusto, e nel finale, comunque caldo e persistente. Rimane il bel colore marrone opalescente e la schiuma cremosa e compatta di questa splendida, splendida birra natalizia, una delle migliori di quest’anno di grazia 2006. Imbottigliata fine Ottobre 2006, degustata dicembre 2006. 8.5% alc ©A.Laschi

Kerstbier 2005 - Boelens




Esempio molto buono di birra natalizia della Boelens, che stupisce per il suo naso spiccatissimo di vaniglia e latte. Ha colore marrone scuro, quasi impenetrabile, e una testa di schiuma corposa e abbondante che vira sul beige. Il naso, come detto, è quasi completamente riempito dalle note dolci e caramellose della vaniglia, con un inserimento lieve di frutta rossa (ribes, ciliege?). Il corpo è consistente, robusto nell’alcool e nel malto; sparite qusi del tutto le note vanigliate dell’aroma, prendono il loro posto note piccanti e medicinali (soprattutto nel finale), con una sensazione generale quasi gommosa dovuta al caramello. Finisce lunga , calda e morbida. Birra imbottigliata a Novembre 2005, degustata a dicembre 2005  - 8.5% alc. Vol.©A.Laschi

Arrivi natalizi 2007

Siamo pronti ad affrontare questo inverno birraryo! Ora che il magazzino è a posto avrò più tempo per postare nel blog...spero!

Gianni