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venerdì 28 marzo 2008

The Musketeers Brouwerij


Kristof De Roo, Rikkert Maertens, Stefaan Soetemans e Sven Suys, 4 mastrobirrai (4 come i moschettieri) tutti diplomati a Ghent, decidono nel 2000 di aprire in proprio questa brouwerij, vista la difficoltà di ciasciuno ad inserirsi nel mondo produttivo belga, molto geloso dei propri segreti. La prima birra prodotta in maniera “significativa” è una birra bionda, a cui viene assegnato il nome di “Troubadour”; nelle intenzioni dei 4 infatti questa birra, come gli antichi “trovatori” medievali che andavano di paese in paese a rallegrare gli abitanti con le loro storie, doveva poter viaggiare per portare in giro la stessa gioia e spensieratezza. Nel 2003 i 4 moschettieri, cioè i 4 mastribirrai affiancano alla bionda una scura di 8,5°, una mild stout, più alcolica, corposa e morbida delle stout anglosassoni. Questo nel rispetto della tradizione delle stout belghe, che nel XIX secolo conobbero il loro periodo di maggior successo, assiduamente bevute com’erano da tutti coloro che avevano bisogno di una bevanda dall’apporto calorico importante per poter fare un lavoro fisico molto pesante. Le loro birre vengono prodotte preso la De Proef, essendo anche questa brouwerij una beerfirm.

BROUWERIJ THE MUSKETEERS
Tramstraat 8
9910 URSEL
Tel. 0032 (0) 9 226 42 76
www.troubadour.com.be


Birre prodotte: Troubadour Blond, Troubadour Obscura

giovedì 20 marzo 2008

Troubadour obscura - Zythos Bier Festival 2008


Come sempre, quando ci si trova di fronte ad una stout belga, si cercano subito somiglianze/differenze con le “cugine” irlandesi. Scura, ma leggermente più virante sul rosso/bruno rispetto alle irlandesi; schiuma cremosa più ricca, ma dello stesso colore, tenore alcolico più pronunciato. Naso ricco, più “profondo” rispetto alle irlandesi: malto, frutta rossa, caffè, tostato,un accenno di cioccolato. Il corpo è rotondo, frizzante, più frizzante delle irlandesi, abbastanza asciutto; rifermentata in bottiglia, è morbida e cremosa, non pastosa, robusta di alcool, un retrogusto complesso (liquirizia, un leggero amaro di luppolo, caffè tostato) ma decisamente asciutto nel finale e molto soddisfacente. Buona, molto buona. Alc. 8,5% vol ©Alberto Laschi