sabato 27 giugno 2009
Noir De Dottignies
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venerdì 26 giugno 2009
Bloemen Bier
Il nome di questa birra le deriva dalle coltivazioni di fiori (bloemen) della cittadina di Lochristi, famosa in tutto il Belgio per questa attività commerciale; e sono proprio due i fiori, il cui nome viene gelosamente tenuto nascosto, che vengono usati, insieme alle materie prime, per brassare questa birra. E’ birra particolare, dal carattere smaccattamente dolciastro (ha un IBU che a stento si avvicina ai 15), che ne consiglia una bevuta limitata (cioè non più di una bottiglia per volta). Ha un bel colore dorato carico, al confine con l’ambrato, leggermente opalescente. Ha schiuma che si mostra abbondante appena la si versa, ma che poi svanisce abbastanza rapidamente. Al naso è ricca, con note di caramello, malto, zucchero di canna, miele d’acacia e un floreale dolce e deciso. Il corpo è ricco, strutturato e abbastanza “variabile”: parte quasi asciutta, per virare rapidamente sul caramelloso e sciropposo, con l’abboccato dello zucchero candito e del floreale leggermente eccedente nel finale. Leggermente meno ricco di zuccheri il finale, che presenta una leggera nota amarognola che cerca, senza però riuscirci, di compensare la massiccia sensazione di dolcezza. Da bere con moderazione, come dicevo all’inizio. Alc. 7% vol
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lunedì 18 maggio 2009
X-Mas Blond 2008
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mercoledì 13 maggio 2009
Valeir Donker
Linea di birra lanciata sul mercato da Contreras nel 2004, e che ora comprende 3 birre, la Blond,la Divers e la Donker. Il nome si ispira alla figura leggendaria di un soldato dal nome Valeir (la cui statua è ancora oggi visibile nella piazza del mercato di Gavere) che partecipò nel luglio del 1453 alla battaglia di Gavere combattuta vicino Semmerzake tra l'esercito di Filippo III, Duca di Borgogna e la città ribelle di Gand. La battaglia vide la vittoria dell'esercito del duca e la morte di circa 16,000 cittadini di Gand.
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giovedì 30 aprile 2009
Bon Homme
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domenica 26 aprile 2009
V Cense
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sabato 25 aprile 2009
Femme Fatale
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lunedì 20 aprile 2009
Ultra Ambreè
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Ultra Soif
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martedì 14 aprile 2009
Lupulus
Luppolo: il suo nome latino è “humulus lupulus”, e anche l’etichetta di questa birra ricorda l’accostamento (apparentemente strano) fra la pianta e l’animale (“lupulus” è il diminuitivo di “lupus”). Due sono (o potrebbero essere) le spiegazioni: la prima è che il lupo e il luppolo, crescono liberi sulla terra, senza bisogno dell’uomo; la seconda, più “botanica” è legata allo scrittore latino Plinio. Da fine osservatore dei fenomeni naturali, aveva notato come la pianta del luppolo fosse così pericolosa per altre piante da essere considerata un vero e proprio “lupo”; lo stesso Plinio definisce il luppolo come il “lupo dei salici”, poichè faceva seccare progressivamente queste piante prosciugandone la linfa, arrampicandosi ed attorcigliandosi ad esse.Al di là della storia e della botanica, questa birra vuole essere il tentativo di riproporre sul mercato una birra simile alla La Chouffe, prodotto per il quale Pierre Goubron ha mietuto riconoscimenti in tutto il mondo. Birra simile ma, ovviamente, non uguale: ha un po’ meno personalità della “pietra di paragone”, anche se si fa bere molto volentieri. Ben mascherata la robusta alcolicità da un corpo rotondo ed equilibrato, è birra quasi classica fra le golden ale belghe: bella schiuma, ricca e cremosa, bionda e leggermente velata, ha una speziatura più accentuata e una ruvidezza più latente rispetto alla La Chouff. Al naso si distinguono coriandolo, buccia d’arancia, insieme ad un luppolo tenue. Il luppolo invece si presenta con più evidenza nel gusto, senza renderla per questo eccessivamente astringente; la frizzantezza non accentuata permette di apprezzarne rotondità e bevibilità. Manca, nel gusto, un poco di personalità, sembra sempre una birra giovane, mentre non è sicuramente di invecchiamento che ha bisogno. Finisce tranquilla, moderatamente luppolata, abbastanza in fretta. Alc. 8,5% vol. ©Alberto Laschi
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martedì 17 marzo 2009
Fantome Chocolat 2008
Come confondere le acque (birrarie): uno si aspetta, visto il nome, una birra scura, corposa, massiccia e il festival del tostato/torrefatto. Il buon Dany invece da vita ad una birra ambratina, e neanche tanto rossiccia, opalescente, con un’idea di polvere di cacao e una massiccia iniezione di luppoli, niente di tostato e/o torrefatto, nettamente asciutta e amaricante. Fantome è Fantome: mai aspettarsi niente di ovvio o banale. La Chocolat è una birra che si fa bere, ma non con estrema facilità: ha un naso non proprio raffinato, nel quale fa capolino la polvere di cacao, un po’ di lievito, e un leggero sottofondo maltato. Ma la birra non si fa ricordare certo per l’aroma. E’ rotonda, meno robusta di quanto gli 8° facciano presagire, con un iniziale palato rustico e granuloso, che poi lascia quasi totalmente spazio ad un luppolo pervasivo e aggressivo. Alla fine della sorsata l’85% per cento di lingua + palato ne risultano massicciamente condizionati. Ne viene fuori così un finale amaricante, non erbaceo ma asciutto e tagliente, che perdura abbastanza a lungo. Birra di carattere, non proprio caratterizzata, ma che è difficile confondere. Non sarebbe una Fantome, altrimenti. Alc. 8% vol. ©Alberto Laschi
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venerdì 13 marzo 2009
De Heeren van Liedekercke
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La Heeren Biere, la birra scura della casa prodotta in esclusiva per il locale da Kris Boelens, è stata una piacevolissima scoperta. Una birra scura a 8% alc che si fà bere. L'aroma richiama il cioccolato ed il lievito. Al gusto ancora cioccolato e spezie (viene fuori la cannella, ma molto meno invadente che nella Santa Bee). La luppulatura è ben bilanciata con la dolcezza del malto anche se Joost dichiara che ha chiesto, per la sua birra, il dry hopping. Secondo me un gradino sopra la Pagijs.
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mercoledì 11 marzo 2009
Ecco qua: la Cosmos Porter
Kris della De Dolle ha presentato un suo esperimento (aveva solamente 5 fusti da 50 lt) all'ultimo Zythos: la Cosmos Porter.
ruin.Alla Cosmos per renderla più bevibile veniva aggiunto dello zucchero ma (per quel che si ricorda Kris) "non era il massimo nel suo stile".
Kris partendo da questo spunto ha pensato di far rinascere questa birra "della tradizione" presentandola proprio a questo Zythos. Birra prodotta senza luppolo ha 7% alc. Il lievito usato è il Brettanomyces con aggiunta di Lactobacillis. Per ricreare questa Oud Bruin è stato aggiunto il 5% di Oerbier Reserva del 1999!

Cosa aggiungere..la birra è "abbastanza" acida (il ph è 3,41, l'aceto a confronto è un vin santo) ..comunque andava testata e sarà difficile farla scordare a tutti i "birramaniaci" che facevano la fila allo Stand della De Dolle!
Allo stand 51 potevamo comunque scegliere tra Boskeun 2009, Stout, Arabier e Oerbier alla spina..avercene...
Gianni
© La prima e la seconda foto sono di Filip Geerts, la terza di Vanessa Rusci
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domenica 8 febbraio 2009
Moinette Blonde 2008
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Moinette Brune 2008
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martedì 3 febbraio 2009
Sint Gummarus Tripel
“Celebre in guerra”: questa l’etimologia esatta del nome Gummarus, latinizzazione di un antico termine tedesco. Vissuto in Belgio fra il 717 e il 774, soldato devoto a Dio, costruì poco prima di morire con i propri beni un oratorio a Liers nel Brabante belga (di cui ancor’oggi è il santo patrono); ricordato l’11 ottobre, viene venerato come santo confessore del Belgio e, chissà perchè, santo protettore dei matrimoni infelici. Passando alla birra vera e propria, brassata inizialmente per il Bokrijk Museum, la St. Jozef la presenta come la prima vera tripel del Limburgo (sic). In ogni caso è birra onesta, senza voli pindarici di fantasie spiccate ma solida e corretta. Non si fa ricordare a lungo, ma si fa bere con piacevolezza. Birra di puro malto, ad alta fermentazione e rifermentata in bottiglia, ha un colore biondo limpido e trasparente e una buona testa di schiuma fine e cremosa, non molto persistente. Naso e palato sono puliti e corretti, il malto, la relativa potenza dell’alcool, una nota fruttata nell’aroma e un gusto abbastanza netto di lievito; queste le caratteristiche principale. E’ molto watery, va giù liscia e pulita, lasciando subito sgombri il centro della lingua e del palato. Finisce leggermente luppolata, svelta. Alc. 8,3% vol ©Alberto Laschi
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Sint Gummarus Dubbel
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Limburgse Witte
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Fantome Hiver 2008
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Fantome Noel 2008
Allora: siamo di fronte ad una Fantome e, dal mio punto di vista, ogni dubbio è sempre legittimo. Ma qui ci si spinge anche oltre. Il dubbio, assaggiando questa Noel del 2008, è il seguente:è la prima volta che ci si trova di fronte ad una Christmas beer nella declinazione oud bruin, o è una bottiglia che ha “girato” un po’ troppo? E visto quanto e quanto spesso “girano” le Fantome ….
Per non peccare di lesa maestà, propendiamo per l’ipotesi oud bruin, o comunque di una birra estremizzata nella maturazione e nell’invecchiamento. Se dovessi paragonarla, è molto simile ad una stagionata Duchesse de Bourgogne. Il colore è bello, di un marrone scuro con riflessi ramati:schiuma zero o quasi. L’aroma è pungente, molto vinoso (per usare un eufemismo), astringente all’estremo, che lascia poco spazio ad altre sensazioni. Eppure la Sheltonbrothers (importatore per gli USA delle Fantome) la descrive come birra speziata, brassata con miele, caramello, coriandolo, pepe nero “ed altri ingredienti segreti”. Nell’aroma di tutto ciò non rimane traccia, o quasi. Idem per il palato: il festival dell’acetico, dell’astringente, del vinoso estremizzato, con scarsaissima carbonazione. La bocca, dopo il primo assaggio, ne rimane quasi shockata. Mettiamola così: un must per i patiti delle oud bruin, un patire per chi si aspettava una strong dark ale di 10°. Sempre che non mi sia imbattuto in una bottiglia non in buone condizioni …. Alc. 10% vol ©Alberto Laschi
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