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martedì 26 febbraio 2008

Antoon



Birra bionda dal corpo leggero e dalla schiuma fine, scarsa e poco persistente. Ha colore biondo chiaro, aroma abboccato di malto e di frutta matura. Corpo relativamente leggero, anche se rotondo e ben strutturato. Lascia una buona impressione di morbidezza e di rotondità anche il finale, abbastanza lungo ed equilibrato. Alc. 6% vol ©Alberto Laschi

Cuvèe De Koninck Spec. 2000



Spuma fine e non molto persistente, aspetto limpido e color ambrato carico. Al naso si apre con note abboccate con una percezione abbastanza netta anche dell’alto contenuto alcolico. Robusta di corpo, abbastanza strutturata, prevalgono comunque le note maltate, con uno squilibrio però nell’evidenza della parte alcolica. Finisce abbastanza lunga, con ancora evidente nel retrogusto la componente alcolica. Alc. 8% vol ©Alberto Laschi

Cuvee De Koninck



Di color rame è preparata con una infusione diretta in una vasca di ghisa di tutto malto, ha il gusto e l’aroma del luppolo Saaz, è fermentata a caldo e stabilizzata a freddo. Produce una densa spuma, sottile e secca ha un eccellente equilibrio, note di pane tostato, calmante e dissetante. Alc. 8% vol. ©Alberto Laschi

Winter Koninck



Birra invernale molto, molto buona. Bel colore ambrato e schiuma ricca e morbida. Aroma che alterna note morbide di malto ad altre note più spiccate, quasi speziate. Corpo rotondo e snello, la componente alcolica si avverte ma non prende il sopravvento. Gusto morbido di malto che nel finale però si trasforma, rilasciando nettamente note erbacee e di fieno maturo. Finale denso ed equilibrato, lungo. Alc 6.5% vol ©Alberto Laschi

De Koninck



Adoprato solo malto e luppolo Saaz. Carattere spiccatamente maltoso e un fruttato segnato dal lievito. Gusto rinfrescante di lievito, speziato di cannella. Produce una densa spuma, sottile e secca, ha un eccellente equilibrio, note di pane tostato. Dissetante alc.5% vol ©Alberto Laschi

Brouwerij De Koninck




Chiedere ai cittadini di Anversa di descrivere la loro città in poche parole significa sentirsi dire: lo Schelde, lo Zoo, la Cattedrale e un Bolleke (il tradizionale bicchiere dove viene servita la De Koninck) di De Koninck'.

La storia della Brouwerij De Koninck ha inizio nel 1827, quando Joseph Henricus De Koninck acquistò la Taverna 'De Plaisante Hof', locale che sorgeva sul confine tra Anversa e Berchem. La mano che compare nel logo fa riferimento alla pietra che segnava il confine fra le due città, sul quale era scolpita una mano. Questo “scultura” è ancora visibile ancora oggi di fronte alla Birreria.

Joseph Henricus De Koninck morì molto giovane, e la sua vedova, Elisabeth Cop si risposò nel 1833. Il suo secondo marito Johannes Vervliet decise di trasformare la Taverna in un birrificio , chiamandolo "Brouwerij De Hand", riprendendo il nome da quel segnale su cui era scolpita una mano.

Nel 1845 Carolus De Koninck, il figlio maggiore da Elisabeth del primo matrimonio, rilevò l'azienda. Nel 1912 la "Brouwerij De Hand" cambiò il nome in’Brasserie Charles De Koninck ", gestita da Florent van Bauwel. Dopo la prima guerra mondiale la birreria riaprì grazie all’inserimento di Joseph Van den Bogaert.

Joseph Van den Bogaert proveniva da una nota famiglia di tradizione brassicola di Willebroek e come laureato in scienze agricole aveva tutte le carte in regola per puntare al rilancio del Birrificio. La “De Koninck” incominciò effettivamente ad aumentare produzione e fatturato entrando nella cultura dei cittadini di Anversa, i quali associano la loro birra alla città.

Oggi la Brouwerij De Koninck è gestito dai due nipoti di Joseph: Bernard e Dominique Van den Bogaert, che ne garantiscono il carattere familiare ed artigianale, producendo una birra ad alta fermentazione robusta, cugina prima delle Altbier di Dusseldorf e parente più lontana delle ale inglesi.